Il Principio - The Principle

Ognuno di noi possiede la verità, intraprende quindi il proprio cammino infinito per conoscerla. Questa è l'essenza del sentire, la luce dell'esistenza. Questo è il cammino che in ogni passo del sogno ci porta dal possedere la verità ad essere la verità.
Each of us possesses the truth, then undertakes his endless journey to know the truth. This is the essence of feeling, the light of existence. This is the path that in every step of the dream leads us from having the truth to being the truth.

Saturday, 30 December 2006

Il pianto del maestro

Viveva un tempo, in un monastero di terre a noi lontane, un vecchio maestro spirituale. Egli era amato e venerato non solo da fedeli discepoli che godevano della sua beatitudine e della sua aura illuminata nella contemplazione silenziosa della sua pace, ma anche da uomini comuni, studiosi, generali, sovrani, abitanti di ogni terra, di ogni razza e credo religioso. Da lontano giungevano pellegrini per chiedere a lui il frutto della sua saggezza come nutrimento per le proprie domande e al loro ritorno mostravano un sorriso che pareva espressione di un linguaggio incomprensibile per chi non aveva mai conosciuto la beatitudine donata dall'illuminata saggezza del maestro. Nell'ascesi contemplativa il venerabile maestro non mostrava meraviglia per alcunché, nulla nel mondo pareva riuscire a turbare il suo equilibrio, nemmeno gli assassini che, nel nome di qualche folle guerra personale, o in vece di potenti che nel maestro vedevano una minaccia per l'egemonia nata dal controllo del sapere e la negazione dello stesso alle masse, giungevano per uccidere l'anziano venerando, ma che, una volta al cospetto del luminoso, desistevano non solo dalla loro impresa, ma, da quel momento in poi, anche da qualsiasi altra per la quale fosse prevista una qualsiasi azione violenta, tanto segnati uscivano da quell'incontro.

Giunse un giorno al cospetto del venerando un ramingo pellegrino in cerca di riposo e luce. Venne accolto dal maestro con il riguardo e l'umile ospitalità che egli era noto riservare ad ogni viaggiatore giunto al suo cospetto. Discorsero il maestro ed il pellegrino, quest'ultimo raccontò delle sue terre d'origine e delle bellezze che esse custodivano, ascoltava il maestro, con ponderato interesse e silenzioso rispetto, accennando, quando l'altro presentava pause nel discorso, rispettose e brevi domande. Chiese il maestro, vedendo silente il pellegrino, per quale motivo fosse giunto al suo monastero. Rispose il viandante che la sua era solo una tappa necessaria per un cammino che non aveva traguardo finale nel monastero. Chiese dunque il maestro dove fosse diretto il viandante. Rispose allora il ramingo: "Maestro, io seguo un cammino, in quanto tale in ogni passo è il traguardo, dove mi porterà non so e se e quando avrà fine non mi è dato sapere, ogni passo mi permette di decidere il successivo, questa è la vita che ho scelto. Sono qui solo per cercare riposo e luce, questo monastero accoglie alcuni passi del mio cammino, ogni qual volta cammino imparo qualcosa, ogni qual volta mi fermo godo della luce di questi luoghi". Rispose dunque il maestro: "Tu non giungi a me come fanno altri pellegrini, tu non giungi con domande, non chiedi a me di rivelarti il senso della vita o il segreto della felicità". "Venerabile", rispose il pellegrino, "anche se io chiedessi a voi il senso della vita ed il segreto della felicità voi mi rispondereste con parole che mi porterebbero sul cammino che sto già percorrendo, affinché io possa trovare le mie risposte per quelle domande". Si congedarono dunque il maestro ed il pellegrino per godere del sacro riposo in ciò che rimaneva della notte. Partì all'alba il pellegrino, dopo una buona colazione consumata in silenzio al cospetto del venerabile, così come, in silenzio e con un unico sorriso, i due si salutarono. Quando l'orizzonte ed il pellegrino furono una cosa sola il suo sorriso non era mutato ed era lo stesso con il quale si era presentato al maestro il giorno precedente. Pianse allora il maestro, pianse per un lungo interminabile giorno e piansero con lui i suoi discepoli nelle loro preghiere.

Oggi mi sento più sereno

Non posso sapere cosa mi riservano i giorni futuri, non scorgo grandi cambiamenti nella vita esteriore, eppure oggi mi sento più sereno, più leggero. La vita interiore scorre come il fiume sotterraneo che, alimentato da piogge gentili, o forti tempeste che nella terra madre scompaiono facendo l'amore con ogni stelo d'erba e penetrano nell'essenza della ricchezza della terra, unendosi alla sua essenza, trasporta l'esperienza del suo scorrere fino ad un mare che ne conosce solo la foce, illuminata dal sole, ma ne sente l'essenza in ogni goccia di ogni fiume, di ogni nuvola, di ogni cielo. Il fiume scorre e segue il suo corso, parte di ciò che portava dalla sorgente è giunto ieri alla foce, il fiume torna ad essere più limpido, il mio cielo è più sereno.

Friday, 29 December 2006

Guardando i miei passi




Cammino su terre mie, ma un dio senza adoratori ha realmente senso di esistere? Se ognuno di noi è dio del proprio universo, io, guardandomi indietro, vedo passi più forti, più belli. Leggendomi, mesi fa, trovo parole che adorerei se non fossero mie.

Urlo convulsivo

Sono al limite. Ho fatto sogni di fantasmi del passato recente, si muovevano rapidamente, nascondendosi e mostrandosi in simboli, celando dietro di loro, in ogni mossa, perfettamente simbiotici nei movimenti, fantasmi dimenticati del passato remoto, la cui vista avrebbe chiaramente svelato l'arcano con lancinante chiarezza. Oggi non ho voglia di scrivere bene, di essere equilibrato, rispettoso, ponderato, oggi sarebbe una maschera. Chi vuole poesia, belle riflessioni e parole ponderate vada altrove, o forse in altri momenti di questo mio discorrere da mesi. Non scrivo per nessuno se non per me, oggi leggo io. Interpreto i miei sogni, vedo i fantasmi. Simboli in persone, persone in sensazioni, sensazioni in immagini non corrispondenti al mondo della veglia e perfettamente accettate nell'opera del messaggio, sogno stesso. Case conosciute per donarmi la cornice di protezione in contrasto col contenuto, luoghi sconosciuti per donarmi la sensazione del pericolo in contrasto con il controllo mantenuto. Parole e persone, situazioni mescolate con minuziosa precisione dall'inconscio che seziona, cucina e ripropone. Mi vien detto di vivere con leggerezza, di lasciar perdere tutta questa introspettività. Chi lo dice ha ragione, la sua bravura sta nel dirmi cose che so già. Eppure oggi supero la rabbia comune e mi trovo a sbattere contro gli armadi e i muri, crollare a terra e rialzarmi, come strizzato e scaraventato da una mano immensa, quella di un io che non ne può più di me. Urlo convulsivo che non è nemmeno capace di portarmi alle lacrime, nessuna immagine è figurata, mi faccio schifo per essere arrivato a questi lividi autoinferti in una teatralità degna del più infimo stolto di se stesso, seppur i grandi maestri cadono rovinosamente prima di trovare l'illuminazione, io mi sento ben lontano dall'essere anche solo maestro cosciente di me stesso, ricado in un errore più vecchio delle mie parole, lifeless, per una volta urlai, senza vita, senza insegnamenti e conoscenza, senza comprensione della rabbia e del dolore, senza ragione sull'umanità personale, senza parole pensate, urlo convulsivo per aver risparmiato fin troppi visi da un urlo che atterrisce anche me. Cosa stai cercando di dimostrare? Cosa stai cercando di dire? Una ragazzina incinta del padre che uccide il mostro dagli occhi arrossati? Catene della realtà che si spezzano mostrandone l'essenza in folli che urlano coprendo le proprie ferite aperte con le loro feci? La pena eterna di essere cosciente e mai nato, incatenato da se stesso ad osservare un tratto di terreno dove non sorge la propria tomba simbolo di una vita tanto desiderata e mai vissuta, colpa di peccati che si accettano come propri solo sulla fiducia di un dio inesistente? I peccati sono favole. Culle e tombe si assomigliano. Dall'utero nato dalla terra fino all'utero della terra che altri uteri genererà. Sputando al cielo sputo su di me. Sputerei su di me anche se lo sputo ascendesse in eterno. Essere svegliato da un urlo di morte e tremare nel rendersi conto che è solo un ricordo di una propria azione? C'è forse un dio che sta piangendo al mio posto? E' solo il passaggio di alcuni fantasmi...


Wednesday, 27 December 2006

Intuito residuo

Toccando forme dall'altro lato le dita affondano accanto all'immagine ed il contatto si manifesta nel palmo dell'altra mano, sfumando, la vista, perde lentamente un istante di colori veloci, per poi tornare alla danza delle forme, per ognuna una nota da lontano, un suono gradito di un passato conosciuto in un futuro divorato silenziosamente dal possibile presente, l'odore rievoca troppe realtà ed una sola ricorda troppe fragranze, mentre il sapore di ogni pensiero scende come miele di fiori amari sulla strada del respiro e gli ricorda di sentirsi vivo ad ogni passaggio. Afferro l'immagine chiudendo e aprendo il palmo ed essa mi segue docile, brucia nel passaggio, si leviga e si trasforma, perde polvere di se in fumo impalpabile, giunge infine come solida realtà di pensiero, ormai sotto la pelle, intuito nascosto dietro allo sguardo residuo.

Marooned

Between the falling balance
Sweet ebony and dark gold
I walk the sharp lined path
Not doing what I was told
In every single wrong step
When feet do hear the call
I'm banished in wind's eye
And my image starts to fall
It melts into deep darkness
I'd stare but loose my view
New chances until it's over
But no clues on what to do
It's when I feel benighted
That my truth is marooned

Tuesday, 26 December 2006

Wrong side for my grip




Sto cercando di aprire una porta agendo su di me.



Avete mai provato ad aprire una porta agendo strettamente sul lato del perno?

Oltre

Fossi anche sogno di un bimbo
Il batter di ciglia dei tuoi occhi
A cancellar un'immagine fugace
L'ultimo tratto del tuo sorriso
Nella luce di un lontano mattino
Il tocco gentile di una melodia
Che non ripeti mai al tuo canto
Il ricordo dell'odore di un bacio
Da labbra senza nome e storia
Il taglio di uno sguardo non tuo
Perduto nel fumo di una nascita
Oltre io sono e sarò finché sarai

Monday, 25 December 2006

Abbraccio inaspettato...

Ero già alla seconda camomilla con la speranza che mi inducesse il sonno quando ricevo una chiamata da un numero che non riuscivo a riconoscere. Era il padre della mia compagna ormai non più sul mio cammino. La famiglia che avevo a lungo amato e che mi aveva accolto con sincerità mi ha abbracciato in questa serata solitaria. Stasera andrò a trovarli e dopo uscirò con la sorella della mia ex ragazza, il cui ragazzo è il chitarrista di quello che potrebbe diventare il mio gruppo musicale aggiuntivo oltre a quello attuale. Vogliono ardentemente che canti per loro e spero di riuscire ad organizzare il mio tempo per poter godere di questa occasione.

Coglierò l'occasione per salutare anche lei. Quando le diedi l'ultimo saluto salutai un periodo della mia vita, un universo felice dopo il quale cominciarono i mesi della solitudine. Forse qualcosa sta cambiando. Forse presto avrò voglia di innamorarmi... ho conosciuto persone, ragazze belle in ogni senso, ragazze attraenti ed ammalianti, o dolci e dai movimenti velati, ragazze con cui parlare, con cui pensare, con cui giocare, scherzare, ridere, esagerare... ma nessuna ancora con la quale volermi svegliare accanto. Cambierà? Ho forse già conosciuto colei che desidererò? O forse ancora il tempo e tanti sguardi ci separano? Questa serata ha il profumo di una lieta storia natalizia, il profumo di quelle favole per le quali sempre sorridevo e nelle quali mai credevo, ma che pur teneramente ascoltavo. Ha l'odore di un lieto fine, fosse anche l'abbraccio di una serata.

Bene. Doccia, caffè... e via, verso la notte!


Solo fino alla luce.

Stasera non ho nessuno da chiamare, nessuno con cui uscire, vivo la mia prova come modo della prova stessa... solitariamente. Sono triste. Purifica. Credo che tra non molto lascerò che il sonno mi accompagni verso una nuova giornata... questa è stata fin troppo triste e solitaria per volerla prolungare ancora a lungo. Come facevo da piccolo andrò a letto presto la notte della vigilia. Ma sarò solo in questa casa troppo grande per me. In parte sono contento, desidero credere che ci sia un motivo per tutto questo, un motivo nel mio io, un motivo che disegna il cammino e mi porta verso la rinascita. Il percorso di fuoco e acqua che purifica e allena per la prossima luce.

Due notti fa ho sognato un bacio. Non mi capitava da mesi. Ne ricordo ancora le sensazioni vive e... sgradevoli. Il modo di baciare di quel simbolo personificato era così lontano dai miei desideri, mi ha fatto capire quanto perdono interiore debba ancora vivere prima di aver voglia di uscire ed innamorarmi ancora.


Sunday, 24 December 2006

Sono uscito e ho visto la gente in questo giorno delle feste

Quest'anno non ho nessuno a cui fare regali. E anche quando avevo persone a cui destinare i miei regali, essi trovavano raramente origine là dove la gente del mondo contemporaneo italiano va a cercare i propri.

Fino ad oggi mi ero risparmiato la visione delle strade e dei negozi. Oggi sono uscito per un acquisto personale e mi sono immerso in questa visione. Ho visto le facce tese e tirate in sorrisi obbligati che si spegnevano appena era data loro l'occasione apparente di non essere visti, ho sentito i clacson usati come armi impotenti da malati di fretta e furia, ho visto le mille luci brillanti e colorate che stordivano la mia vista e attraevano come cornice inconscia verso tutto ciò che era vendibile ed acquistabile, l'occasione delle feste, il commesso stanco ed esasperato, gli estranei uniti in gruppi di estranei, dove il mondo diviso in scaffali veniva toccato, preso, osservato e valutato, rimesso a posto con i segni della frenetica e noncurante violenza della paura del tempo.

Tornando verso casa, in auto, isolato dal mondo grazie alla musica, mia amata musica, ho pensato a quell'uomo speciale che nacque più di duemila anni fa. L'ho sentito così lontano da tutto questo...

Amico mio, io non seguo la dottrina che si professa come tua, né ti considero qualcosa di diverso da un uomo, se non un uomo che ha trovato il vero senso della sua umanità e del suo io divino, ma ti faccio comunque i miei migliori auguri, in ricordo della tua vita, del tuo insegnamento, della tua anima, e perdona il fatto che gli auguri siano fuori data di un paio di mesi, ma la gente per tradizione festeggia in questi giorni la tua nascita. Possano queste feste portare sorrisi ai piccoli e sincerità agli adulti, come credo che anche tu vorresti. E possano portare un sorriso nuovo anche a me e nuova luce al tuo sorriso ricolmo d'amore, ovunque tu sia, chiunque tu sia adesso. Un abbraccio sincero da un uomo che ama ricordarti uomo.


Saturday, 23 December 2006

DualMente




Parlate al mondo così come scrivete per voi stessi, non abbiate paura di donarvi, di abbassare la guardia, perdete l'attaccamento all'identità, imparate l'amore.

Licenziate l'attore che recita la vostra vita.

Life's joke is on me

Mi prende in giro. Sto perdendo la cognizione della realtà. Da anni lo dicevo, forse scherzando con una punta di amara consapevolezza: io prima o poi impazzirò a forza di rendermi nemico l'intero sistema assuefativo delle illusioni.

Che buffo che sono quando penso in modo così fatalista... resta il fatto che in questi giorni la casa mi sembra troppo grande per me, la vita troppo piccola, come se vivessi in un ritaglio copiato della vera vita, fatto su misura affinché non possa vederne i limiti, ma solo percepirli. E c'è quell'attore che recita la mia parte nella vita vera... Ovunque io volga lo sguardo non posso vedere la fine del quadro, eppure percepisco la mancanza di una dimensione intorno a me... così, quando tocco qualcuno, non riesco a percepirne pienamente il contatto. Capisco perché non riesco ad aver voglia di innamorarmi.

Una piccola sincera confessione a me stesso: sono uscito da una vita che amavo, un universo comodo, con un sentimento forte e desideri avvolgenti, mi sono trovato nudo a terra dopo un ultimo sforzo per fuggire dalla trappola di veder crollare tutto per via di quell'incubo bloccato in mezzo al sogno che non volevo davvero osservare e adesso pago le conseguenze di tutto quello che ho avuto.

Mi sento solo come raramente mi ero sentito nella vita, non mi sento debole, eppure sono drenato di energia spirituale, tant'è che ho perso quel poco di costanza rimasta in esercizi che dimostravano il mio voler mantenere un contatto con una vibrazione universale luminosa. Affievolisco gli ultimi contatti finché sono nel mio piccolo abisso.

Oggi non ho piccole perle di saggezza nate dalla profonda capacità di conoscermi e sentire la vita. Non ho piccole soddisfazioni, giochetti di parole buttati lì perché mi piace pensare di sapere cosa molti vogliono, non ho piccole verità accessibili a tutti tradotte in comode riflessioni da blog. Scendo dal piedistallo.

Oggi sono solo un piccolo uomo nudo che sorride alle sue paure e debolezze nel suo antro triste. Fosse stato un infermo almeno avrei avuto qualcuno accanto, fosse anche poco gradevole. E si che tutto cambierà, e si che risorgerò e riscoprirò una vita piena e luminosa, e si che la solitudine purifica, e si che è il cammino del mio io... e si, che oggi pesa.

Wednesday, 20 December 2006

Piccole grandi bugie

Le persone mentono. La sincerità è un cammino di conoscenza di se stessi. La sincerità verso se stessi è la base per la sincerità verso gli altri. Mentiamo a noi stessi con facilità. A volte piccoli fastidi o paure ci portano a mentire. Il giudizio sta alla base di questa risposta alle paure. Giudizio proprio o giudizio altrui che sia, abbiamo paura del giudizio. A volte ci vergogniamo di noi stessi, delle nostre debolezze, e inventiamo menzogne rivolte prima verso di noi, affinché possano essere poi rivolte verso gli altri, e bugia chiama bugia, fino a scordarci il vero motivo scatenante. Il miglior attore convince anche se stesso. A volte accumuliamo piccole paure, non le guardiamo, non le osserviamo, finché non troviamo un pretesto abbastanza grande che possa recitare il motivo sufficientemente plausibile per il nostro modo di rispondere con rabbia, rancore, sfogo, accuse, bugie, azioni che non ci apparterrebbero. Se accettassimo di essere umani, se smettessimo di vergognarci di ciò che ci rende umani, se smettessimo di aver paura di aver paura, se accettassimo l'umiltà come forza, se accettassimo che gli altri non sono migliori o peggiori di noi e che spesso giudicano per coprire le loro stesse paure, se riconoscessimo il bambino in crescita nella persona davanti a noi, se riuscissimo a guardarci con gli stessi occhi, se riuscissimo a parlare con sincerità verso noi stessi per gli altri e verso gli altri per noi stessi, allora eviteremmo molto dolore a molte persone, a noi stessi per primi.

Cosa cerchi?




Perché mi leggi?



Forse questa domanda ha in se una grande risposta per te.

Perso

Mi sento perso. Senza volto, al suono di musica stupenda, danzano, e in tutta la mia scienza non ho mai imparato a danzare il loro significato. Non cercheranno di prendermi, confonderanno solo i miei passi, sono solo un'immagine sfuggente di questa perdizione. Non vi è passo che riesca a ricordare per concludere la danza, sono ancora qui e mi sembra di dimenticare la meta. Se mai ho avuto una vera vita, adesso tutti i ricordi sembrano renderla un'illusione. Provo un senso di dannazione, pur non avendoci mai creduto. Sto svanendo, e non come avrei voluto. Non vi è insegnamento oggi che riesca a ricondurmi verso la serenità, sono lontano, confondo pensieri e non questo mi preoccupa, non le piccole follie più che comprensibili che scriverò adesso, perso tra mille universi non miei, sono il granello di fuliggine nei pensieri altrui, mentre la figura di un dio a molti sconosciuto in cui non voglio credere pare divertirsi in questo immenso piano, riuscendo a farmi soffrire dove l'unica vera sofferenza non è la marchiatura a fuoco, non la tortura, non la pelle strappata con minuzia artistica e freneticamente inquieta da deformi ignari bambini che vivono di pensieri inumani, dita veloci come quelle di insetti, non la deturpazione del mio corpo dimenticato, non il piccolo rosicchiare incessante di sorrisi nel cervello, non l'anima sacra imprigionata e luminosa con le palpebre serrate da una sicurezza forte dall'azione lieve e gentile che non ferma la tortura, accettandola in se senza venir consumata. Nulla è puro dolore, intenso o lieve che sia, quanto l'insinuante crudele ansia di pensiero data dal dubbio, inoculato con perizia folle e minuziosità surreale, che non vi sia un termine, che non vi sia un cammino, che non vi sia una personale redenzione finale. Mi viene mostrato ogni passo, vengo nutrito a forza fino a vomitare, e ancora, e ancora, senza mai cambiare, ogni pensiero, ogni sfogo, scritta, riflessione di questi mesi, tutto viene reso inoffensivo, sterilizzato, privato dell'efficacia grazie a questa opera paziente e crudele. Finisco per aver bisogno di credere invece di saper sentire, così, una volta insinuato il bisogno, frantumare il credo è facile. Smetto anche di accovacciarmi sotto l'acqua scrosciante, resto immobile, eretto, non per forza, non per un auto-abbandono dato da superiore comprensione, ma per un annientamento dato da una paura che non ha più nulla da mangiare. La paura di essere perso, senza la paura di ritrovarmi.

Solo per qualche ora ancora, tutto così maledettamente vero.


Tuesday, 19 December 2006

Parlami

Parlami.



Parlami!

Parlami...



parlami

Petali




Desidero deflorare i miei pensieri, ogni petalo che cade rende fertile la terra dalla quale nasceranno i nuovi fiori e le nuove piante. Rinasciamo vergini di noi stessi, mai vergini della nostra anima.

Monday, 18 December 2006

Senza un nome




Senza un nome sei libertà nella verità, senza un nome sei idea senza forma, senza un nome non posso possederti o piangerti. Non posso chiamarti a me.

Grigio




Mi sono svegliato con l'odore di un incubo nel sudore che imperlava la mia pelle. Le persiane chiuse dalle quali filtrava il grigiore di questa giornata. Sono nuovamente caduto in un'altra dimensione. Più cupa, più instabile. Un attore sta interpretando il vero me nella dimensione della mia vera vita, mentre io sono imprigionato in questa scalinata geometricamente illogica, dimensioni spezzate, vite incorniciate dal baratro che rivela la fine dell'illusione nell'illusione. Rinuncio a cercare la via confidando nel mio io, ma il terrore mi assale... se non fosse previsto che uscissi da questo labirinto? Se dovessi abituarmici e arrivare un giorno a credere che questa sia la mia vera vita? Come è crudele cercare di convincere qualcuno a credere in un falso, anche se comodo e condiscendente, quando egli ha il ricordo della verità insita nella profondità più radicata dei ricordi. Questa giornata grigia è troppo instabile e impregnata di un fumo denso di sogni svanenti nel quale ogni movimento lascia un effetto di dissolvenza. Qualcosa accadrà, non posso fare a meno di sentirlo. Vieni a prendermi, ho bisogno di un bacio da un viso vestito solo di luce. Sono fiamma e falena, attendo che tu venga da me per prendere il posto di uno dei due. In quale forma giungerai? Un vento nell'aria, un amico, un evento, una compagna sorridente, una strega pericolosa nella sua bellezza, una carezza che lasci il suo segno, uno schiaffo per svegliare, una parola per fermare prima di muovere, un bacio senza motivi parlati? Sii, vieni da me, qua, in questo mondo grigio nel mondo grigio.

Dal cielo verso il cielo




Sono ogni sfumato fiocco di neve che cerca la tua pelle cadendo lieve, sono il cristallo che riluce posandosi su di te, evapora col tuo calore morendo nel tuo sorriso, lascia un ricordo piccolissimo e vivo, torna anima d'aria nel tuo odore, diventa parte del tuo respiro, entra in te come segreto, vive il tuo sangue come viaggio e cammino, diventa un istante della tua vita, muore nel tuo desiderio e rinasce come pensiero in parola, segno di te libero di accarezzarti prima di volare in alto, lontano dalla terra, lontano dal mare, cielo nel cielo, acqua di vita nell'aria, vive l'universo ed oltre, lontano da te e parte di te per tempi oltre il tuo tempo, per tornare ad essere ciò che è sempre stato e sempre sarà. Te.

Dissolvenza intermittente




Sono ancora qui, il tempo non è ancora giunto, non sono ancora riemerso. I frammenti di questa prigione illusoria che da mesi è antro di allenamento mi preservano dal fuggire, così come dall'uscire libero prima del tempo. Frammenti sempre più piccoli e vivi che donano una vita artificiale penetrante e densa, fatta di persone e situazioni, estremi e rifugi, vita artificiale di emozione che è Calipso per Ulisse, non mi allontanerà dalla vita vera per la quale provo sincero desiderio. Ancora in esilio, penso parole che mi accompagneranno come segno di un passo incancellabile per quello che sarò dopo questa esperienza interiore. Mutazioni di una logica geometrica sconosicuta, dissolvenza intermittente.

Sunday, 17 December 2006

Specchio

Mettendo uno specchio davanti ad un insieme di oggetti che ci appare disordinato, l'effetto di simmetria dato dallo specchio ci offre un senso di ordine. Utilizzando molteplici specchi si ottiene un effetto caleidoscopico, dove l'ordine è superato dalla molteplicità relativa, dove le possibilità si moltiplicano fino a poter raggiungere l'infinito.

Il caos è ordine incompreso. Noi percepiamo solo uno degli specchi, ci perdiamo nei riflessi di tutti gli altri, dimentichiamo di essere l'immagine originale, dimentichiamo il nostro io oltre l'illusione, ci sentiamo confusi perché non sappiamo ritrovare il centro della verità.


Friday, 15 December 2006

Messa in pratica




Secondo anniversario della morte di mio padre. Mi viene chiesto di mettere in pratica ciò che sono e so. Spiritualmente, mentalmente, materialmente, in desiderio, in conoscenza.



Stamattina ho trovato l'auto con il lunotto posteriore frantumato. Vincere la rabbia non per forzatura, ma per profonda comprensione è una difficile conquista, ma quale senso avrebbero la preparazione spirituale e la conoscenza di se stessi se non si fosse poi capaci di mettere in pratica i propri insegnamenti interiori? Ho chiamato il carrozziere, sono entrato in auto, ho inserito il frontalino dello stereo ancora presente, pensando che fosse davvero gradevole ritrovarlo ancora nel suo alloggio, e ho mitigato le onde del mio umore cantando. Ho provato un senso di amore verso quel mezzo che pur ferito mi accompagnava ancora verso la semplice soluzione del problema. Parlare con gli oggetti, non per distacco dalla realtà, ma per trasmettere le proprie vibrazioni, cambia comunque la reazione che essi avranno rispetto alle azioni alle quali sono sottoposti. Con gli esseri viventi l'effetto è ancora più visibile. Povera la mia auto, lunedì sarà nuovamente integra. Ho poi scoperto di avere anche l'assicurazione per la rottura dei cristalli. Che vergogna avrei provato se mi fossi arrabbiato prima di scoprire queste notizie rassicuranti, dal fatto che niente è stato rubato, al fatto che non dovrò spendere quasi nulla. Per fortuna una profonda comprensione ha mitigato le mie onde per farmi mantenere la serenità interiore dell'equilibrio, nonostante una arrabbiatura iniziale rapidamente mitigata che ora volge a sorriso.

Nulla accade per caso. Azione e reazione, il principio di questa esistenza. Questa è una prova offertami dal mio io per la nostra evoluzione. Senza contare il fatto che questa situazione potrebbe forse avermi risparmiato situazioni decisamente più difficili da affrontare, come un incidente che avrei potuto avere guidando la sera di questo fine settimana. Pare invece che il mio fine settimana sarà decisamente più tranquillo.

Qualsiasi sia il motivo di questo avvenimento, sorridere sinceramente per profonda comprensione è una vittoria. Dedico questa vittoria a mio padre, con l'augurio che possa portare evoluzione per entrambi. Sogna sereno, padre mio, sono fiero di essere tuo figlio, in ogni caduta, in ogni vittoria. Grazie.

Padre amato




Per sempre uniti, per sempre liberi.

Due anni dalla tua partenza da questo mondo di illusione.

Una lacrima ed un sorriso, per te che condividesti il tuo cammino con me, per te che adesso mi sogni e sempre continui ad amarmi.

Grazie per ogni parola, per ogni silenzio, per ogni abbraccio, per ogni sguardo, per tutto l'amore, per la vita, per essere stato maestro e discepolo, padre, amico e uomo, per essere esistito, per esistere, per ciò che sono.

Il tuo sorriso sarà sempre in me, come allora, ancora sarà rifugio complice e emozione di amore filiale che sempre mi guidò.

Vivo.


Porto ancora demoni in cattività, cerco ancora la forza di un sincero perdono interiore per la tua partenza, per tutto ciò che ha portato, perché sono riuscito a piangere così poco, perché ho vissuto la morte come passaggio, con serenità, ma al contempo senza abbracciare del tutto la mia umanità. Riuscirò a liberarli, quando riuscirò a dar loro tutto l'amore che chiedono. Sono in me.

Vivo.

Thursday, 14 December 2006

Stanotte vi ho sognati...




Stanotte ho sognato un uomo ed una donna che reputo spiritualmente vicini al mio io in questo periodo. La cosa che mi ha realmente incuriosito è stata il fatto che, come raramente accade, il sogno era perfettamente sovrapponibile ad una ipotetica situazione del mondo della veglia, non vi erano controsensi logici, desideri nascosti, situazioni contorte, semplicemente ognuno ricopriva il ruolo che ha per l'altro nel mondo della veglia, con le stesse modalità. Questo mi ha dato molto da riflettere sul senso di questo periodo di profonda introspezione e solitudine che vivo da mesi. Mi sento realmente a metà tra mondo dei sogni e mondo della veglia, tutto è leggermente sfumato, ma sufficientemente definito, anche gli amici sono solo lievi tocchi sfuggenti, mi lasciano intravedere l'odore della presenza, mi lasciano sentire l'immagine che resta nella retina dopo che l'origine si è già spostata. Eppure sono più sereno. Ancora non è tempo, ma sento che questo periodo sta seguendo il suo corso e sta agendo, il mio io sta seguendo bene il suo cammino. Mi chiedo, se al termine di questo frangente, sfumerò via da questi spazi virtuali. Se vorrò, come sempre dipende da me.

Tuesday, 12 December 2006

Tracce di scelte...




Avrò scelto bene? La mia vita, ciò che faccio, la persona che scelgo di amare, il modo in cui scelgo di vivere, le mie scelte sono giuste? Le grandi domande che accompagnano molti.

Ne sorrido, sono le domande più naturali che possa sentire. Davanti alle grandi domande i grandi maestri non offrono che una risposta: conosci già la risposta.

Non dimenticatelo, siete molto di più di quello che percepite di voi stessi, siete proiezioni limitate di un grande io in evoluzione, proiezioni assoggettate ai limiti di spazio e tempo, poiché grazie a queste illusioni potete porvi le vostre grandi domande ed evolvere.

Possedere una risposta non vuol dire averla compresa. Tutti possediamo la verità, infinito è il nostro cammino per comprenderla, per passare dall'avere la verità all'essere la verità, per conoscere la verità dopo aver imparato a sentirla.

Ci priviamo per nostra scelta della profonda capacità di sentire oltre le illusioni affinché ci sia permesso da noi stessi di allenarci, di ricostruire, con forte emozione e percorso di purificazione, la capacità di sentire e comprendere, ricongiungere conscio ed inconscio, ritornare noi stessi arricchiti di esperienza, evoluti e pronti per un successivo passaggio evolutivo.

Davanti alle vostre grandi domande ricordate che il vostro vero io ha scelto il cammino che state percorrendo, non abbiate quindi timore delle risposte, ogni cosa nella vostra vita è per vostra stessa evoluzione. Se cercate di comprendere se le vostre scelte vi porteranno alla felicità non imparerete mai a rispondervi. Le vostre scelte vi porteranno sempre all'evoluzione. Non esiste la scelta giusta per essere felici, non esiste la persona giusta da amare per essere felici, non esiste la vita giusta per essere felici. Queste utopie vi allontanano dalla vera comprensione della vostra vita. In ogni scelta siete voi stessi che portate felicità per voi e gli altri se lo desiderate. Siete liberi di cambiare le cose in ogni momento. Come nei sogni siete voi creatori e fautori di ogni cosa, anche se lo dimenticate. Ogni scelta porta una situazione nella quale potete scegliere di essere felici. Potete scegliere di cambiare la situazione se preferite. Dipende dalla vostra capacità di sentire le risposte, di vedere le infinite possibilità e scelte. Maggiormente aumenta la vostra capacità di sentire, maggiormente si amplia la vostra vista interiore, la quale vi permette di scorgere sempre più ampiamente le possibili strade che ponete davanti a voi. Imparate a perdere l'attaccamento all'identificazione nell'io esteriore, in caso contrario vi perderete il meglio voi, limiterete la vera visione di voi. La privazione è spesso il guadagno di qualcosa di più grande.

Se avete paura ricordate che tutto questo è un sogno e che prima o poi vi sveglierete, ricordate che tutto è illusione ed è vostra creazione. Adesso avete solo il potere di trasformare. Non sottovalutatelo, è uno strumento estremamente potente. Vi darà fiducia in voi, farà cadere l'ansia per le vostre grandi domande. Vi renderete conto che le vostre grandi domande sono segni delle vostre illusioni, imparerete a perdere le vostre grandi domande della vita materiale e vi concentrerete sul vivere con presenza, senza perdere attimi preziosi, assaporando ogni momento, senza proiettarvi nel passato o nel futuro, godendo di gioia e dolore, profondamente, per tutta la durata del sogno. Imparerete a conoscere i veri desideri che si celano dietro ai desideri che vi portano le vostre grandi domande della vita.

Buona vita!


"Questo è un test per scoprire se hai compiuto la tua missione sulla Terra.

Se sei vivo, la risposta è no."

Richard Bach

Digiuno




Una giornata di digiuno per purificare spirito, mente e corpo. Un digiuno che è sforzo e non forzatura, la privazione dal nutrimento corporeo in favore del nutrimento spirituale. Il distacco dall'identificazione nell'io esteriore per un maggior contatto con l'io interiore.

Saturday, 9 December 2006

Scelte




Nei miei sogni mi piace pensare che un saggio abbia una volta detto: "Davanti all'uccisione del tuo fratello potrai scegliere se inseguire l'assassino in cerca di vendetta, dato che non puoi resuscitare chi muore, o restare vicino al corpo del tuo fratello, affinché la sua morte possa essere un passo sul cammino della tua salvezza."

Iracundiam qui vincit, hostem superat maximum
Chi vince l'ira, supera il più grande nemico

Allo stesso tempo c'è chi afferma che il male del mondo non sta in chi compie azioni malvagie, bensì in chi lascia che queste azioni vengano compiute.

Chi ha ragione? Non chi cerca una risposta assoluta. C'è chi non cerca l'assassino del suo fratello per vigliaccheria e non per una profondità ispirata dagli insegnamenti che a loro volta ispirarono il signor Mahatma Gandhi. C'è chi è eroe nel preservare la bellezza del mondo dalla violenza di chi esprime la sua lotta interiore distruggendo ciò che incontra sul suo cammino travagliato. Bene e male sono illusioni, così come le persone cattive sono solo persone che soffrono e nemmeno lo sanno. Ogni scelta è da considerarsi nel contesto soggettivo di chi la intraprende, da quello che è il suo cammino in quel momento, da chi realmente è egli stesso e quale è la sua verità. La stessa scelta in momenti diversi della sua vita avrà valori diversi.

Ascolta il tuo cuore, egli ti guiderà sul cammino che porta verso te stesso.

Friday, 8 December 2006

Città




Credo che presto comincerò a diffondermi nuovamente in questa città. Da mesi la posseggo così poco, da mesi non ho più fatto l'amore con questo spazio che mi circonda, con le sue strade, con le figure della notte, le persone senza maschere, o con maschere distorte, gli amici, gli sconosciuti, che si confondono in danze fatte di passi lenti e parole lasciate libere di diventare vento, tra risate che tutti coinvolgono a silenzi che tutti osservano. Ancora, però, non è giunta l'immagine del risveglio e della salvezza. Ancora non è terminato il processo di discesa, mutazione e purificazione in me. Rileggo la mia preghiera alla solitudine. Mi preparo per sopportare altra pressione spirituale. Mi accorgo di sviluppare pensieri sempre più illuminati ed azioni sempre più corrotte, nel comportamento, nelle parole, nel modo di vivere. Vivo concentrati e sovrapposti i periodi in genere consequenziali di corruzione e rinascita. Mi chiedo quale meraviglia e meccanismo il mio io stia sviluppando. Mi domando da dove provengano realmente queste profonde onde di oppressione che ricordano e provocano un dolore lento e grave.

Mia città, cornice e quadro, teatro di emozione e follia, labirinto di pensieri, prigione di libertà, stretta accoglienza per l'anima, larga immagine di molteplici particolari per la mente, equilibrio di eccessi per il corpo, rifletti me stesso ed in te vivo. Chiamami a te, manda la tua immagine. Ci sto aspettando, entrambi. Partirò quando le tue luci doneranno l'amato violaceo colore alle nuvole indistinte nel cielo. Partirò da questo rifugio doloroso e verrò senza pretese a vedere se il tempo sarà giunto, se mi avrai aspettato con doni e parole. Aspettami, sto arrivando, arriva, ti aspetto. Nelle tue strade notturne rubate all'emozione di sottofondo che accompagna ogni sogno inquieto camminerò con le immagini del ritorno.

Thursday, 7 December 2006

... vento ...




Vento, sorprendimi, giungi qua dove sono, dove nessuno crede che tu possa arrivare, in questa gola dimenticata, investimi con impeto, preannunciati con lievi carezze e poi toglimi il respiro. Portami via. Io sono il vento e devo imparare a respirare, per divenire vento di cambiamento, per divenire quel vento al quale anelo.

Wednesday, 6 December 2006

Vieni con me




Vieni con me, ti porterò ad ascoltare la voce dell'universo.

Ti farò sedere in un prato in collina, ti farò premere fortemente le mani sulla terra, come un bambino le premerebbe sulla madre per sentirla, con gli occhi chiusi ti farò ascoltare i suoni oltre i suoni, di ogni essere visibile ed invisibile intorno a te, e comprenderai una musica nuova per il tuo spirito. Ti farò respirare veramente l'aria che respirerai, sentendone l'essenza fluire in tutto il tuo corpo, abbracciare in una danza l'energia della terra in te, prima di fuggire con un sorriso, pronta a continuare il suo ciclo di trasformazione e vita. Per ogni odore che porterà con se un ricordo di bambino. Ti farò assaggiare la tua stessa pelle e scoprirai che non ne avevi mai realmente conosciuto il sapore. Ti farò vivere le vite nella vita e quando aprirai nuovamente gli occhi la tua vista saprà guardare molto più lontano e più profondamente. Saluteremo con rispetto e riconoscenza quel luogo e la madre intorno a noi e torneremo a ricominciare la vita continuando la vita.

Tuesday, 5 December 2006

I want out... good night.

Il filosofo, il pensatore, il comico, il travolgente, il timido, l'impacciato, l'amante, l'amico, il tenebroso, il bambino, il vecchio, il parlatore, troppi da contare, tutti insieme gridiamo di voler uscire da qui. Sono mesi che siamo rinchiusi qui. Solo il sognatore resta in silenzio ad occhi chiusi. Egli sa che l'uscita arriva come la felicità, senza che la si desideri. Al momento giusto.

La perseveranza e l'attesa silenziosa permettono ad una tenera piantina di spaccare l'asfalto.

Non sono restato in cima alla montagna. Sono sceso a valle perché lì è l'esistenza che scelgo continuamente. Adesso sono Narciso in testa e Boccadoro in vita. La montagna sacra è il cammino che porta ad essa. Senza quel cammino la montagna sacra perde la sua sacralità, il rito, il senso.

Sono circondato da figure sfumate che correndomi accanto mi sfiorano ridendo ed ognuna lascia un'emozione... e nessuna è lì per restare, perché io stesso non sono lì.

Tutto questo è mia scelta. Adesso è tempo di comprenderla.

Sono già fuori, da sempre, nel rinunciare al mio io posso infine ritrovarlo libero, in ogni goccia di pioggia, in ogni germoglio, in ogni essere, in ogni cosa.

Ma non è ancora giunto il tempo.

La dinamicità invisibile agli occhi è frutto della presenza di un io umile che si preoccupa di permetterci di vivere. L'operato del verme della terra è invisibile a coloro che assaporeranno la vita che da quella terra nascerà.

Sono stanco. E' tempo di dormire.

Al momento giusto potrò rivivere l'emozione e l'insegnamento del "sasso e il bambino". Non mi riferisco ai sentimenti. Per quello c'è tempo. Mi riferisco alla sintonia interiore col mio io.

Opinioni

Non accettare le altrui opinioni è il modo più lampante per dimostrare di non credere realmente nelle proprie.

Monday, 4 December 2006

Innato




A volte ho sognato mia figlia. Non è ancora nata e forse non nascerà mai, ma è vera quanto me, perché innato è il sorriso che ho trovato al mio risveglio sul mio viso. Ho sognato questa meraviglia, un angelo con un visino tanto dolce e vivo da commuovere, due occhi immensi e vivi, così desiderosi di risplendere in mille immagini, di assaporare ed assorbire tutto ciò che possono, oltre le immagini stesse. Ho sognato di andarla a prendere a scuola e di riempire la giornata col sorriso che mi regalava vedendomi, di portarla a vedere il mare dagli scogli. Mentre la sorreggo sulle mie spalle lei si illumina di cielo. Un viso estasiato e felice che osserva un cielo estasiato e felice, un mare tanto grande che solo lei può comprenderne lo spirito e sentirne la voce antica e saggia. Gabbiani e lei apre le braccia. Rido ed è ora di andare, mamma ci aspetta. Ricorda piccola mia, questo che vedi è il mare, è un'illusione ed è bellissimo. Quando farà più caldo ed il sole donerà alla tua pelle il colore della terra, questi occhi meravigliosi splenderanno di luce, allora ti porterò nel mare, per adesso scambiatevi una promessa. Mille distrazioni la mia piccola, mille strade che percorre tutte insieme, la meraviglia in ogni sguardo mentre osserva il paesaggio. Un cuore grande che imparerò a lasciare libero, e curerà i miei errori, perdonerà le volte in cui mi lascerò trascinare nella vita e, stanco, non saprò regalarle un sorriso abbastanza grande per farla sentire amata, e perdonerà le volte in cui saprò essere severo, ed imparerò ad essere forte e a non proiettare me in lei. Tornare a casa e stare con lei. L'ho sognato tante volte. Raccontarle il mio mondo ogni sera, fino a vederla dormire al suono della mia voce. Cantare con lei, cantare per lei, e commuovermi. Sua madre sulla porta, un sorriso che solo una madre conosce. Crescere ad ogni suo respiro, mentre dorme dolcemente e sogna la sua vita.



Sono solo sogni, e sarà diverso, difficile e meraviglioso se mai accadrà. Ma già ora so che se veramente vorrò donarmi a lei e regalarle il mio mondo dovrò imparare ad essere felice anche se non lo farà suo. Io non dovrò mai desiderare di continuare a vivere in lei, non sarà mai il mio biglietto per l'immortalità. Sarà mia figlia. Forse è pura suggestione, ma ogni volta che la sogno mi sembra di sentire cosa significhi amare.

L'amore per un figlio è innato e può essere messo a tacere, distorto, violentato e rinchiuso, ma non può essere ucciso. E' l'unico amore che sappia sempre vincere sull'amore per se stessi se lasciato libero, è l'unico amore che sa cullare ogni altro, sa accarezzarci e guidarci mentre cresciamo, bambini nell'amore.

Non insegnare niente a tuo figlio. Accompagnalo ad imparare, poi impara ad osservarlo imparare, quindi impara ad amarlo senza desiderarlo. Avrà sempre qualcosa da isegnarti. Non arrabbiarti se il mondo sembra plasmarlo diversamente da come tu vorresti plasmarlo. Né tu né il mondo ci riuscirete se imparerai a donargli la libertà. Cantagli il tuo mondo per farlo addormentare, il tuo mondo sarà più vivo. Accetta di donarti a lui e non sperare che faccia il contrario accettando i tuoi pesi e i tuoi carichi. Non avere paura di sbagliare, lo perdonerai sempre, anche quando urlerà di odiarti, impara allora a perdonare te stesso, sarete entrambi su un cammino per crescere. Sarà tanto vicino a te quanto più il tuo abbraccio sarà aperto e libero, incapace di trattenere e sempre pronto a consolare. Donagli la libertà. Non aver paura di scegliere l'equilibrio tra amore dolce e severo, purché tu non menta a te stesso ed a lui quando dovrai spiegare i tuoi no. Sappi essere presente, maestro di disciplina quando ti vorrà come maestro, abbraccio immenso quando cercherà un posto chiamato casa, sincero nel cuore e nelle parole quando cercherà un amico. Gioisci della magia dei vostri sorrisi e delle vostre lacrime. Sii sincero per imparare a donare libertà. Sii ciò che vorresti che fosse, sarà lui a decidere come essere rispetto al tuo esempio. Ridi con lui, tantissimo. Non dare mai un nome al tuo amore.

Adesso dimentica tutto questo e apri la tua mente ed il tuo spirito: amare un figlio è innato.

Io sognerò ancora mia figlia ed ogni volta mi regalerà un sorriso che porterò dai sogni alla veglia.

Friday, 1 December 2006

Light & Dark

La mia seconda essenza prominente ultimamente ama esprimersi in lingua inglese, come quando compone voce in musica. C'è poesia. E la sua paura. La abbraccio diversamente, a volte sa sorprendermi.

Innocence

She slowly touches imagining lost innocence, her skin excited and red, prohibited flavour is so intense, she doesn't dream sweet love, but softly hidden violence.

Was I sober in the end?

Why can't we sleep forever? Why do we dream each other? Why is the truth so clever to hide behind every brother? I dream what I want... I want what I dream...

Visioni

Visioni di sabbia azzurra in deserti di piume nere, brucianti sfere d'aria in mari di respiro rubato, e il cielo distorto dalle onde lontane mentre cado in alto.

Limite di profondità

Il modo più efficace per limitare la comprensione profonda di qualcosa consiste nel giudicarla banale.

Limite di comprensione

Quando credi di aver detto tutto quello che volevi dire stai limitando la tua possibilità di dire qualcosa.

Stai forse dimenticando il principio delle onde nel principio della spirale? Passi sempre dagli stessi punti, ma a diverse altezze, con una visuale diversa.