Il Principio - The Principle

Ognuno di noi possiede la verità, intraprende quindi il proprio cammino infinito per conoscerla. Questa è l'essenza del sentire, la luce dell'esistenza. Questo è il cammino che in ogni passo del sogno ci porta dal possedere la verità ad essere la verità.
Each of us possesses the truth, then undertakes his endless journey to know the truth. This is the essence of feeling, the light of existence. This is the path that in every step of the dream leads us from having the truth to being the truth.

Sunday, 6 December 2009

Mutazione naturale

Giusto e sbagliato sono concetti umani. Da un punto di vista quanto più estraneo al giudizio, l'uomo non sta distruggendo la natura. L'uomo non ha il potere di distruggere. E' la natura che, attraverso l'uomo, prodotto della natura stessa e della sua incessante evoluzione, sta mutando il suo equilibrio. Se la vita per come la conosciamo cessasse, lasciando il posto a un ecosistema completamente diverso o all'assenza dello stesso, per l'universo la mutazione sarebbe di rilevanza infinitesima.

Sunday, 29 November 2009

Scegliete la bellezza

La bellezza riconosce se stessa nei vostri occhi.


Scegliete la bellezza e soffrirete.


Scegliete la bellezza e vivrete.

Obblighi

Gli unici obblighi che avete sono quelli che scegliete di avere.

Sunday, 22 November 2009

Nutrendosi di se

Ti sembrerà che l'universo si nutra di se stesso se non ricorderai che tutto è tutto. Ogni atomo in te, dov'era prima di essere in te?

Ammirevole perseveranza

La perseveranza dell'uomo si manifesta lampantemente nella sua stupidità.

Tempo e moto

Fermate i moti di rotazione e rivoluzione della Terra, fermate l'intero universo, fermate ogni cuore, fermate ogni impulso elettrico, ogni pensiero nel cervello, fermate il flusso di sangue in ogni arteria, lo scivolare scuro in ogni vena, fermate ogni azione, fermate ogni movimento, fermate il decadimento dei vostri corpi, fermate la crescita di ogni pianta, che la linfa smetta di scorrere, fermate il sasso nell'aria, fermate la goccia di pioggia sul pelo dell'acqua, fermate l'incessante brillare di ogni luce in un istante cristallizzato, fermate ogni movimento.


Fermerete il tempo, senza percepirlo.

Esorcismo

E così, fratello, mi uccidi per esorcizzare il riflesso dei tuoi demoni.

Sunday, 25 October 2009

Animals

Animali. L'istinto originale di affermazione sociale ramificato come linfa in strutture complesse. La fame canalizzata in esaltazione contorta della ricerca di energie che sarebbero servite nel mondo ostile di molti anni addietro. Il sesso rinchiuso. L'odore anestetizzato. L'uomo contro l'uomo. La paura nel tocco. La ricerca al di fuori del se. La presunzione di non essere parte dell'universo su cui succhiamo avidamente.


Cada il mondo.

Hush child.

Hush child.


This world, beautiful, will teach you lies.


Hush child.


You'll forget your sleep and live your life. One day you'll learn to remeber joy along with sorrow.


Hush child.


For now is the only moment you should be living, your eyes are so true they hurt mine.


Hush child.


I'll wait for you to breathe peacefully, then I'll find peace.


Hush child.


Be what you want to be, you'll have all the time to find out who you truly are.


Hush child, for I'll be loving you.

Friday, 9 October 2009

Tutto è esattamente come dovrebbe essere

Se avessi il potere di cambiare in assoluto qualsiasi cosa, congiunto al potere di conoscere ogni verità, non userei il primo dei due poteri.

Thursday, 20 August 2009

Miracoli?

Nel momento in cui impari a fare miracoli, scopri che non sono miracoli.

Note e melodie dell'esistenza

Lettere, parole, concetti, sensazioni, esistenze, proiezioni, note di un pianoforte. Tasti limitati. Infinite melodie. Esistono meravigliose, uniche, distinte, per lo scorrere fluente, onulatorio, interrotto, delle note al battere incessante del tempo. Senza il tempo, immaginando un istante come un'unica nota, esisterebbero tante melodie quante le note. La componente infinita in un contesto finito innalza infinitamente le possibilità della dimensione finita. Così le possibili combinazioni delle possibili esistenze, sepur fossero finite, in un contesto infinito sarebbero infinite nella consequenzialità. Infinite combinazioni di particelle che giudchiamo finite, ma, che, comunque sia, sono infinitamente divisibili in componenti e compongono infinite realtà nella loro unione in combinazioni.

Friday, 14 August 2009

Raccontando fino alla musica

In volute di regale sfiorare d'aria, dita simbolo della storia, con la paziente costanza del servo amato in labbra rosse un viso che fisso resta perché ha imparato a farlo oltre tutto ciò che può accadere, restando in ciò che accade. E può piangere. Può sorridere. Sempre da dietro l'iridescente prisma di labbra rosse. Tragedia e calma, fiume in discesa, dolce veloci acque, estasi d'occhi chiusi al suono, ricerca dell'oltre, consapevolezza e abbandono, la bellezza del suono, la caduta di libertà dai limiti della veglia. Oh, meraviglia del desiderio del pianto, oh emozione, o sorpresa dipinta prima di vederla porta al proprio cospetto. Unisono di mille se, una melodia che si espande in orchestra e riempie l'aria fino alle pareti di un pensiero chiuso, piccolo mondo ricco di ogni cosa che sarà. Scivola il soffio della notte su valli d'alba prima del giorno. E di passioni e amori, abbandoni e rinascite, di morti nella morte, trovati vivi al racconto del viaggio nel suono, racconta questa musica. Per l'istante in cui finirà, prego cominci un nuovo viaggio, per la dolcezza della carezza d'addio, della saggezza di una madre racchiusa in un palmo, il cui sguardo è ricordo al tatto, e lentamente muoio di sangue colante dall'estremo di queste labbra meno rosse. Solo per dirti addio ho combattuto mio amore. Così disse. Solo per raccontarti il mio amore per te nell'estremo saluto. E sorrisi, perché mi ferì la bellezza così reale e viva, forse vera, di qualcosa in cui non credevo. Andai, tra gocce di pioggia gentili al primo tocco, accennate al primo sguardo. Ecco un'armonia di gocce, un arpeggio in caduta e tocco. Sale, scende, pause e respiri, una musica diversa e sacra, fatta di luci ed ombre, una pioggia che sembra attendere l'eternità in un accenno. Un flauto tra le pieghe del cielo il vento, e stupendo l'incontro del suono che si moltiplica all'incontro della brezza che vola verso il sole ponente, attraverso la pioggia cadente. Giunge la fine infine, per il silenzio che sfuma entrando nel suono, si ferma l'immagine e fugge lentamente il mio volare sempre più piccolo, orizzonte nell'orizzonte. Addio, dolce e triste, è tempo di andare.

Saturday, 8 August 2009

Sarò

Cosa accadrà? Il piede affonda, lo sguardo resta saldo.


Se l'intoccabile diventa desiderio alla distanza dello sfiorare, immagine che trasporta fino a che non venga abbandonata, chi illude chi? Non vi è via da ripercorrere. Adesso e sempre sono nello scorrere. Vieni con me, sarò accanto a te.

Meraviglioso il desiderio di te.

Meraviglioso è il desiderio che ho di te. Lo sento espandersi nel sangue.

Thursday, 6 August 2009

Il Viaggio

Vivevano, in un tempo lontano, distanti dalla più vicina città, un anziano maestro ed il suo discepolo. Molti anni avevano trascorso assieme ed il maestro sentiva avvicinarsi il giorno della sua morte. Una mattina, sotto un limpido cielo albeggiante, il maestro chiamò a se il discepolo. Quest'ultimo, senza alcun indugio, si presentò in silenzio al cospetto del suo mentore, il quale disse: "Giovane Discepolo, il tempo dei miei giorni si avvicina alla sua conclusione. Molti anni hai trascorso insieme a me, lontano dal resto del mondo. Hai ascoltato e seguito diligentemente ogni mio insegnamento, mi hai offerto aiuto nei momenti in cui il mio vecchio corpo necessitava di aiuto, hai dimostrato di possedere la saggezza del silenzio paziente. Oggi desidero farti un dono prezioso. Ti indicherò un percorso che da questi luoghi conduce lontano. Desidero che tu segua il percorso che ti indicherò. Partirai oggi stesso". Il maestro illustrò un percorso lungo e complesso, che da quei luoghi si distendeva sulle valli, curvava insieme ai fiumi, saliva e scendeva sul dorso di montagne, penetrando boschi e numerose città. Il discepolo ascoltò attentamente e memorizzò il percorso. Finta la descrizione il maestro disse: "Al termine di questo percorso giungerai in un piccolo campo. Là scorgerai una grande e vecchia quercia. Scava tra le due radici più grandi di questo venerabile albero e, protetta dalla terra, troverai una piccola cassa di legno. Quando arriverai a dissotterrarla avrai trovato un prezioso tesoro. Questo è il mio lascito per te, giovane e fedele discepolo". Il discepolo attese che il maestro terminasse il suo discorso e, dopo un minuto di silenzio, disse: "Venerabile Maestro, io mi affido al vostro giudizio, se mi ritenete degno del tesoro per l'ottenimento del quale mi avete indicato la tortuosa via, io mi inchino dinanzi a voi con gratitudine, accettando umilmente il dono che mi fate". Il discepolo restò qualche istante in silenzio, quindi disse: "Permettetemi, Venerabile Maestro, di provi umilmente una domanda". "Poni la tua domanda, giovane Discepolo, e, se potrò, ti offrirò una risposta", disse allora il maestro. Il discepolo disse allora: "Venerabile Maestro, io ho ascoltato con attenzione la descrizione del percorso che desiderate che io segua. Poiché è vostro desiderio che io segua tale percorso, così farò. Nel tracciare la linea di questo tragitto sull'immaginaria mappa della mia mente, ho notato che questo è ben lontano dall'essere il percorso più breve per raggiungere il luogo dove risiede il venerabile albero che custodisce il tesoro. Io vi chiedo: perché, Venerabile Maestro, desiderate che segua questo percorso invece di un più diretto?". Il maestro restò in silenzio per qualche istante, quindi sorrise e disse: "Giovane Discepolo, il fiume che bagna con le sue acque antiche, eppur sempre nuove, la vicina valle, nasce dall'alto della montagna e giunge verso il mare. Il Venerabile Fiume è un maestro ben più vecchio e saggio di me. Esso non scende dritto dalla montagna al mare. Esso, invece, segue una via tortuosa, si torce e si distende più volte, cambiando spesso direzione, bagnando con le sue acque punti lontani dei monti e delle valli con le sue curve. Il fiume è saggio, sa che la sua via è la migliore che possa seguire. Tu seguirai il percorso che ti ho indicato per lo stesso motivo per cui il fiume segue il suo lungo cammino dalla montagna al mare. La natura di questo motivo è qualcosa che comprenderai quando avrai dissotterrato e aperto la scatola che troverai alla fine del percorso". Seguirono attimi di silenzio, quindi, con un cenno del capo, il maestro congedò il discepolo, il quale, dopo aver preso del cibo, un ricambio di vestiti e poco denaro, si mise in cammino.
Innumerevoli furono le avventure vissute dal discepolo percorrendo il cammino che si protrasse per molto più tempo di quanto egli avrebbe potuto immaginare. Molti i luoghi che visitò di passaggio o permanendovi del tempo, molte le persone che incontrò, molte le cose che apprese del mondo, delle persone e soprattutto di se stesso.
Era cresciuto il discepolo, era cambiato rispetto al giovane che si era messo in cammino seguendo le indicazioni del suo mentore, aveva vissuto esperienze che non sarebbe stato in grado di immaginare durante la sua vita col maestro ed era giunto un giorno alla conclusione che fosse arrivato il momento di terminare il suo percorso. Proseguì lungo la strada indicata dal maestro e giunse infine al piccolo campo nel quale scorse la vecchia quercia. Senza fretta si avvicinò ad essa. Si fermò ad ammirarla per un po', quindi, senza mutare espressione, individuò le due radici in mezzo alle quali avrebbe dovuto scavare. Toccò la terra con le mani, chiuse gli occhi e ne sentì il calore con i palmi, quindi cominciò a smuoverla e ad affondare le dita in essa. Scavò a mani nude fino a toccare il legno di una piccola scatola. Scavò quindi intorno ad essa, poi, con calma, la estrasse. Era leggera, di legno scuro. Ne sollevò il coperchio e, con sua sorpresa, scoprì che era vuota. La osservò attentamente, controllò bene dentro e fuori di essa, quindi provò a guardare nel buco dal quale l'aveva estratta. Provò a scavare ancora un po', ma trovò solo terra, vermi e le radici della vecchia quercia. Allora chiuse la scatola e si incamminò per la via più diretta verso la dimora dell'anziano maestro. Quando arrivò trovò il maestro all'esterno dell'abitazione in profonda e silenziosa meditazione. Pochi minuti dopo l'arrivo del discepolo, il maestro, senza aprire gli occhi e senza uscire dalla posa meditativa, disse: "Bentornato Giovane Discepolo. Il tuo viaggio è durato molto tempo, ma sei infine tornato. Hai trovato il tesoro?". Il discepolo si avvicinò al Maestro, si inginocchiò dinanzi ad esso e disse: "Venerabile Maestro, ho camminato a lungo e molto ho vissuto durante il mio cammino. Al termine sono infine giunto là dove mi avevi indicato, ho trovato la venerabile quercia e, custodita nella terra tra le sue radici, una piccola cassa di legno, così come voi avevate indicato. Eppure, Venerabile Maestro, la cassa era vuota. E' forse possibile che qualcuno l'abbia trovata prima di me e ne abbia prelevato il contenuto?". Il maestro sorrise e disse: "Questo è ben poco probabile, giovane discepolo, dal momento che io stesso ho sotterrato quella piccola cassa vuota". Sorpreso, il discepolo disse: "Maestro, credevo che la scatola contenesse un tesoro, mentre voi stesso ammettete di aver sotterrato una scatola vuota, pur dicendomi di recuperare il tesoro in essa celata". Il maestro sorrise e con voce pacata disse: "La tua memoria ti inganna e dipinge ciò che tu vuoi dipinga. Io non ti dissi di recuperare un tesoro celato in una scatola, bensì ti dissi che quando fossi arrivato a dissotterrare la scatola avresti trovato un grande tesoro. E così è stato". "Maestro", disse allora il discepolo, "io non comprendo la natura del tesoro di cui parlate". Sempre con calma e pacatezza, il maestro replicò: "Giovane discepolo, a lungo hai studiato la via della verità qui con me, qui hai compreso di possederla. Eppure solo il viaggio di vita che hai vissuto ti avrebbe potuto insegnare a comprenderla. Questo, mio giovane amico, è il tesoro grande che lascio a te". Fece una breve pausa durante la quale abbassò per un istante gli occhi a terra, quindi, osservando nuovamente il discepolo, proseguì: "L'esperienza che hai vissuto è un tesoro che penetra nella tua carne e fluisce nel tuo sangue. E' la verità sotto la tua pelle. Hai vissuto emozioni, hai cercato la via, l'hai persa e ritrovata, hai creduto che fosse errata quando per amore hai sperato di poterla perdere ancora, hai desiderato che fosse errata quando nuovamente l'hai ripresa tra le lacrime, hai dimenticato la tua gioventù, distolto lo sguardo dal crescere, dimenticato il tuo io tra la sua pelle, ricordato quella pelle in un nuovo abbraccio, riso e sofferto in solitudine, in ogni sua forma. Ognuno di noi è un universo a se stante, ricordi? Ognuno di noi ha il suo mondo, le sue regole da infrangere, la sua verità, vera per se e per chi desidera che lo sia. E molteplice è la natura di ogni verità. In ogni momento sapevi che avresti ripreso il tuo cammino perché esso era la tua via e il tuo desiderio ed in ogni momento sapevi che ti saresti potuto davvero fermare, dimenticare il tesoro, perché quell'istante di emozione valeva più di ogni tesoro e quella poteva essere la tua verità. Ogni cosa può essere e non essere contemporaneamente, sono aspetti della sua essenza, ed ognuno può osservarli secondo il proprio desiderio e la propria conoscenza, nel proprio spirito, nella propria mente, nel proprio corpo, nell'essenza globale del proprio universo nell'universo degli universi. Hai camminato e riflettuto sul granello di polvere, gettandoti nel pensiero del mondo infinito che in esso si celava, nella storia di quel mondo, nella storia di quel granello che prima di essere terra è stato vita e vita sarà, hai camminato sotto un cielo che ti ha ricordato lo spazio immenso, il vuoto indescrivibile nel quale sei nulla tra il nulla, scoprendo la natura reale del tutto, l'illusione sacra della bellezza, la carezza forte dell'emozione in ogni poesia. Verso l'infinitamente grande e verso l'infinitamente piccolo hai spinto i tuoi pensieri così che là, oltre il senso relativo dell'infinito stesso, dove l'infinito di una dimensione è il nulla della successiva, le tue sensazioni potessero ricongiungersi nell'incontro delle due ricerche. Hai vissuto l'esperienza che sul tuo io si è formata, hai ascoltato te stesso attraverso questa esperienza fino a ritrovare il tuo io. E così il tuo tesoro si è arricchito passo dopo passo, ricordandoti che un vero cammino non contempla un traguardo realmente raggiungibile, ma vede il traguardo in ogni passo. E hai scoperto il maestro in te, là dove, in un mondo riflesso, ognuno è maestro di se stesso". Attese lunghi istanti di silenzio, quindi, il discepolo pronunciò parole che il maestro sussurrò insieme ad esso: "Ognuno di noi possiede la verità, intraprende quindi il proprio cammino infinito per conoscerla. Questa è l'essenza del sentire, la luce dell'esistenza. Questo è il cammino che in ogni passo del sogno ci porta dal possedere la verità ad essere la verità".

Thursday, 16 July 2009

Servi della fede

Eccoli, tutti in piazza a bocca aperta ad aspettare la sua venuta.

Accusa come difesa

Alcune persone hanno talmente tanto timore di essere giudicate da fare di tutto per peggiorarsi.


Recriminare ad altri errori che avremmo potuto fare noi stessi è un modo meschino di sfogare la paura di essere giudicati per essi.

Monday, 13 July 2009

E ancora mi racconti

E' buffo, sognare come bambini sulla soglia finale della giovinezza, emergendo dal mare di verità per respirare un po' di fantasia, sognare momenti che la realtà mi nega, e pensare nella mia testa l'immane guerra contro la storia, per rivoltarmi contro il suo insegnamento, per proclamare la vittoria del sogno al di sopra di tutto, e riscoprirmi con te a riscoprire te.

Sunday, 17 May 2009

Tutto diventa niente

Sono pioggia calda che scioglie se stessa, mi impedisco di annegare tra una goccia e la successiva, così volteggio con la mente, a occhi chiusi, e canto l'acqua fresca di mondi lontani, del mio inarrivabile domani, nella morte dell'istante, in sabbia di cristallo che mai potrà coprire la realtà che così inarrestabilmente ferisce e penetra. E mi ritrovo ad osservare da due visi, lo spettatore indifferente che al sicuro osserva la morte attendere la fine del dolore e la meraviglia per ciò che non può essere, l'inevitabile inaspettato, più doloroso delle ferite stesse, perché prima della pelle brucia e consuma la felice illusione della vita per come luce negli occhi la dipinse, e non vi è più poesia nel lento spegnersi, mentre tutto diventa niente. Solo un altro istante senza cielo e terra, senza acqua o aria, senza fuoco, senza neve, senza emozione.

Sunday, 12 April 2009

Sul davanzale della finestra stanno

Sul davanzale della finestra stanno, piccoli e vicini. Protendono l'uno verso l'altro e sembrano annusare senza pretesa l'odore del sole nell'aria. Vorrei scorgere l'impercettibile movimento, la bellezza del continuo navigare nella piccola goccia che rotonda si accoccola sulle spine, sorretta in perfetto semplice equilibrio. I fiori si sono riaperti e raccontano la delicatezza del colore e la forza dell'essenza, nel pallore del cuore, come carta di riso i petali folti in corolla. Non ho viaggiato quanto loro, che sembrano fermi. E viaggerò, quando saranno ricordi. Ma adesso sul davanzale della finestra stanno, in questa giornata silenziosa dove il vento scorre lento, a non voler disturbare la delicatezza del pensiero, a lasciar riposare la pelle. Sul davanzale della finestra stanno, là, dove il mio sguardo cerca la pace.

Proprio adesso sorrido

Proprio adesso sorrido. Dopo la notte sola, mosaico dei miei pensieri, altro non sono che i racconti celati negli occhi di tutte le persone che si sono soffermate per istanti più o meno lunghi ad osservare il riflesso della luce capace di mutare si tanto l'immagine al gesto più corto.


Proprio adesso sorrido, già piangendo con rispetto e poesia per i ricordi prematuri di ciò che sarà passato. Ferito, acciaccato dalle mie stesse azioni, da restaurare.


Proprio adesso sorrido, ho tutto e niente, e, in fondo, solo me stesso che non posso perdere e me stesso che devo perdere per rinascere, per ritrovare la luce capace di mutare si tanto l'immagine al gesto più corto.


Proprio adesso sorrido, con parole semplici, senza velare o nascondere, con il peso nello stomaco, semplice e sincero, con il sole sull'aria vicino alla pelle, perché sarò.


Proprio adesso sorrido, pagando in anticipo quando l'anticipo non esiste, perché ogni istante presente, passato e futuro, è me, sono me.


Proprio adesso sorrido al cielo, guarderò anche il mondo invece di me stesso, perché la strada per conoscersi ammette deviazioni, tutte quelle che desidero, anche quelle che rivoluzionano per un giorno il modo di vivere, credere e pensare. Sono sempre me.


Proprio adesso sorrido, ora che non mi interessa sapere per cosa dovrei sorridere o piangere, per cosa restare serio o per cosa ridere, se indossare la veste dell'ironia o quella del pensatore, se quella dell'afflitto o quella dell'egoista combattente debole di ogni suo duro colpo. Giunge il tempo del tepore che ammette di non indossare nulla.


Domani sarà come oggi e come sempre se offro un nome a tutto senza donarlo, lasciando che ogni passo meravigli il precedente. Vivere, non vivere, pensieri parole e meravigliose domande, adesso ho tempo per tutto e lascio che tutto scorra e proprio adesso sorrido.

Sunday, 22 March 2009

Cercando

Volgi lo sguardo ovunque intorno a te, cerchi in lontananza, avvicini la meta dello sguardo, ma non trovi.


Ancora tenti, tenacemente cerchi, combattendo la tremula paura che non esista, che sia questo il motivo per cui non riesci a trovare.


La paura cresce, comincia a crescere il sentore della sua possibilità. I movimenti si fanno più frenetici. Il respiro più veloce ed intenso.


Fermati. C'è un unico posto in cui non hai cercato. Il punto in cui ti trovi.

Thursday, 19 March 2009

Senza rinascere

Ci sono persone che vivono come se ogni giorno le avvicinasse alla morte.


Ci sono persone che vivono consapevoli del fatto che ogni giorno le avvicina alla morte.


 


Vita: "Tu mi temi perché ti dirò la verità".
Uomo: "Io non temo te. Io temo il dolore della conoscenza". E scandì un altro passo verso la morte.


 


Nascere e morire ogni giorno, senza rinascere.

Saturday, 24 January 2009

Lieto di questo sorriso

Mostro un viso imbarazzato da bambino che non solo si imbarazza per il sentimento che prova, ma per il semplice fatto che si vergogna di non conoscerlo, di questa innocente meraviglia che si dipinge sul suo volto. "Cos'è questa sensazione allo stomaco?" pensa con parole che non appartengono agli adulti e che traduco per comodità della lettrice.

Paura remota

Avrei fatto cadere tutti nell'orrendo risucchio dell'immensa elica rotante. Avrei finalmente potuto vivere la mia prigione in pace. Da solo. Avrei potuto finalmente desiderare di cadere nell'orrendo risucchio dell'immensa elica rotante.

Dinanzi

Mi meraviglierò assimilando il senso nuovo delle parole "Ti amo ancora".

Monday, 19 January 2009

Sangue e ruggine.

Nel silenzio del non detto si sgretolano la certezza e la convinzione, l'ultimo castello prima dello scioglimento della pelle. E ruggine, sotto, e ruggine a raccontare tanti anni dimenticati, tanti anni la cui esistenza tra il sangue pulsante e l'elastica maschera, l'involucro che racconta l'odore dell'illusione, era stata dimenticata nel primo anno di vita del mondo. Sono nato col mondo, una delle tante volte. Profuma di sangue, questa ruggine, e odora di troppo tardi questo sangue, e puzza di piscio trattenuto troppo a lungo questa mente, intenso, linfa di sangue sporco. Guardami ora, dice lo specchio, guardami senza gli sfregi che vorresti sul mio viso per giustificare il tuo desiderio di rabbia per l'ultima immensa nascita mortale, quell'avvolgente coltre di solo te e poi niente, ovunque. Come non ascoltare quando mi sono addestrato per anni a questo ascoltare. Sangue e ruggine, l'uno sa raccontare dell'altro, ma sta nascosto, nella corsa frenetica, un altro modo di vedere la statica persistenza della screpolatura del metallo un tempo lucido. Ora non può riflettere altro che ciò che contiene al suo interno. Come ti senti ora che ti vedi involucro del tuo sapere, ora che capisci di non essere quel sapere, di doverlo lasciare libero? Come ti senti alla fine della corsa? Quanto è deludente sapere che dovrai continuare a correre anche dopo il traguardo? Come mi sento? Solo. E non è questo a turbarmi.

Sangue e ruggine, dal colore in cascata di suono incoerente all'immagine lenta e cristallina di un rosso vivo su pareti abbandonate alla conseguenza del loro abbandono, eccoti nuovamente in volo. Sono te, ricordi? Hai voglia di giocare, quindi giocherò, perché sono io il prigioniero e sono quello che non si lamenta. Io muovo quando tu non hai il coraggio di fermare. Credevi di poter restare tranquillo a lungo facendo finta di non sapere? Credevi che la corsa sarebbe finita lì? Fatti coraggio, non c'è niente che tu non possa fare. Che tu voglia o meno non mi deve interessare, la vera volontà adesso sta a me, e dovresti essere ben contento, perché ho fiducia in te quando scopri che il mondo in cui credi non crede in te. Ora basta giocare, sai per entrambi cosa ti aspetta. Andiamo.

Apro gli occhi. Finalmente mi sono addormentato. L'odore intenso risveglia il ricordo. Le immagini intorno a me sarebbero incredibili per chiunque. Per me so solo che non vogliono parole. Buonanotte piccola, sogna serena, io tornerò presto.

Sunday, 18 January 2009

Sorella Morte

La vita si nutre di morte. Che siano animali o piante, il cibo dei vivi sono i vivi. Equilibrio perfetto, l'istinto di preservazione della vita porta all'uccisione di altri esseri viventi per la soddisfazione del suo scopo. Bistrattata dagli ipocriti, la morte è vista come un male che la maggior parte degli esseri umani eviterebbe volentieri. La sofferenza che si associa ad essa deriva unicamente dall'attaccamento che l'uomo prova per la sua proiezione materiale, il piccolo io egoista impaurito in un mondo di illusioni dal quale non vuole rendersi veramente libero. Chi rispetta la vita nutre un rispetto incompleto se non rispetta il duale della stessa, la morte. Dalla profonda verità della divisione come esistente solo nell'illusione, si evince la verità di vita e morte come unica essenza, il cui ciclo continuo costituisce la sua stessa esistenza. Non vi è vita senza morte. Non vi è morte senza vita. Ostinarsi alla vita equivale ad ostinarsi alla morte. Vivere senza temere la morte ci avvicina alla verità. Vivere profondamente il presente, l'illusione meravigliosa del nostro essere in un mondo di illusioni, ci permette di evolvere. Ogni ciclo termina con la morte, la nostra evoluzione è l'evoluzione del tutto, la nostra vita è la vita del tutto, la nostra morte è la morte del tutto, la nostra vita è la morte del tutto, la nostra morte è la vita del tutto. L'essere è eterno, noi, proiezioni dello stesso, siamo semi di conoscenza, meravigliose opere d'arte simili a petali luminosi nell'oceano di un infinito io che infinitamente si conosce attraverso di noi. Vita sorella di sorella morte.


 

Thursday, 1 January 2009

La nascita di un anno - A year's birth

Natale è l'unico chicco d'uva passa
lasciato nel piatto da un sogno
a lungo atteso e perso nel sonno.
Neve negli occhi riflessa dal berretto
di passetti sghembi che intonano
il ritmo di una risata che corre.
Natale è saper guardare
all'altezza di quei passi
meraviglia vera senza pensiero
che celebra ogni nascita.

Giunga l'anno a sollevarci
per ricordarci di noi stessi
come piume di piume nell'aria
cercando in ogni respiro
l'incomprensibile bellezza
del nostro viaggiare.

Dedicato a tutti voi, augurandovi un anno nuovo che porti la meraviglia che risiede negli occhi dei bambini.

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Christmas is the only raisin
left in the plate by a dream
so long awaited and lost in sleep.
Snow reflected in the eyes by a little cap
of small side rocking steps that intone
the rhythm of a running laugh.
Christmas is being able to look
at those steps' height
true wonder without thoughts
that celebrates each birth.

May the new year come to elevate us
and remind us of ourselves
like feathers of feathers in the air
searching for
the incomprehensible beauty
of our journey in every breath.

Dedicated to all of you, wishing you that the new year may bring the wonder that lies in the eyes of children.