Il Principio - The Principle

Ognuno di noi possiede la verità, intraprende quindi il proprio cammino infinito per conoscerla. Questa è l'essenza del sentire, la luce dell'esistenza. Questo è il cammino che in ogni passo del sogno ci porta dal possedere la verità ad essere la verità.
Each of us possesses the truth, then undertakes his endless journey to know the truth. This is the essence of feeling, the light of existence. This is the path that in every step of the dream leads us from having the truth to being the truth.

Saturday, 20 September 2008

Pensiero per il ritorno di Catherine

Questo è solo un pensiero. Ti accoglie, si avvicina e ti sussurra "bentornata", si volta, danza intorno ai tuoi fianchi, piroetta fino alle tue dita, si distende, la schiena contro il dorso delle tue mani, volge lo sguardo verso di te, chinando il capo all'indietro ed innalzando gli occhi, in un gioco troppo ricco di significati per esser ben compreso, ed in tutta la sua complessa bellezza, o nell'immediatezza di quello sguardo ritrovato, ti dice "benarrivata". Distende le braccia a mani unite, quindi le apre, le estende come ali, solleva una gamba, piega il ginocchio, la distende nuovamente, sulla tua pelle, gira su se stesso e svanisce nuovamente intorno a te. Sale, sognando l'ombelico nascosto dai tuoi seni rigogliosi di donna giovane, che ha nel sangue antico la memoria di ogni donna, sfiora pelle con labbra, il candore col sangue, l'unione assoluta del piacere e del dolore, dell'amore e della morte, della vita e della conoscenza, del desiderio e dell'anima, contempla per una vita ed un'altra ancora le linee del tuo collo, come opera d'arte nata da mano umana su tornio divino, e dimentica ogni suo intento, imparando e conoscendo un nuovo linguaggio, e dopo ancora una vita ed un'altra ancora, sorride, ad occhi aperti, così aperti da sembrare oceani appena nati, e si rivolge al tuo viso. Corre scivolando come vento sul tocco delle proprie dita, governando l'essenza intera da un particolare, giunge alla pelle gentile dei tratti regali, quei tratti d'altri tempi che affascinano l'osservatore che sappia sentire, raggiunge la vicinanza del sangue pulsante, lo ascolta, lo assapora, intuisce la magia di come segua il ritmo del tuo respiro similarmente a come due ballerini seguono reciprocamente l'interpretazione del ritmo della musica, un rapporto segreto tra il movimento legato ad ogni respiro a cui risponde il suo futuro ed il suo passato eterno nel sangue, seguendo la musica della vita. Meravigliato, diverso da come credeva che sarebbe cresciuto e diventato, con esperienza, ricordi e paure, vita ed emozioni, si avvicina al tuo orecchio e, mentre percepisce sempre più intensamente il tuo odore, plana rapidamente lo sguardo sui tuoi occhi, quindi lo fa decollare immediatamente, perché, con l'unico frammento di essi colto in un istante, potrà alimentare il mistero senza renderlo impuro rispetto alla sua vera vibrazione. Allunga le mani verso la tua pelle e si rende conto per la prima volta di avere pelle lui stesso, di non essere più solo un pensiero senza voce ed immagine. Sa allora che lo hai sentito. Trasportato dalla rinascita di una profonda comprensione ancora racchiusa nella sensazione nascente che la nutre e la protegge, giunge finalmente a poggiare delicatamente le mani sulla tua guancia e sulla tua nuca. Piccole sulla tua pelle. Chiude gli occhi e poggia la sua guancia contro la tua. Addormentandosi, prima di morire nel suo sogno, riesce a dirti solamente "grazie".

Tuesday, 16 September 2008

Attraverso il cemento

L'asfalto, le nostre strade, ci hanno privati del contatto con la morte. Ci hanno privato del contatto con la terra, ciò che resta di secoli di morte di milioni di esseri viventi, la terra che dal ricordo di ogni vita, dal nutrimento di ogni morte, genera la vita. Abbiamo perso il contatto con la vita. Viviamo in un limbo, cercando di ascoltare il calore della terra attraverso il cemento.

Tuesday, 9 September 2008

Segno profondo

Ho sognato una violenza che non ha mai avuto. Ho sognato tanti bambini nella casa fatiscente, polvere e detriti, un luogo comunque nostro. Ed ho sognato come ucciderli fosse impunibile. Assi sconnesse su stipiti ingialliti. Calce, polvere e detriti. Scappare, ma loro, non io. Perché già grande. Fermarlo, solo con le parole. Perché non con i muscoli e la rabbia? Perché questa volta non il sentimento del conflitto, ma solo la tristezza? Forse sono più lontano, forse sono più simile. Ma i bambini non erano innocenti. Eppure, non comprendevo la ragione del motivo per ucciderli. E potrebbe non bastare una vita d'esperienza per rievocare un giorno il ricordo e rispondere. Con l'ultimo mio sonno ho toccato l'immagine di un'interiorità appartenente ad un adulto e natura attuale non vuole che lo faccia. Ancora stordito, vado ad affrontare un nuovo sonno. Forse, domani, i colori non mi sembreranno diversi. O forse mi abituerò con i giorni a questi nuovi colori. Sono già più sfumato nell'immagine del mondo.

Tuesday, 2 September 2008

Thursday, 28 August 2008

Monday, 25 August 2008

Crescita esponenziale




Il penultimo passo è a metà del cammino.

Siamo troppi.

Non sono il solo ad aver avuto questa intuizione sul calcolo esponenziale, qualcuno ha proposto un geniale esempio che esplica la natura del pericolo: l'esempio della crescita esponenziale dei batteri in una bottiglia.



Supponiamo che dei batteri in una bottiglia abbiano sempre tutto il cibo di cui necessitano e che il loro unico limite siano le pareti della bottiglia stessa e supponiamo che ogni batterio ne produca per mitosi un altro del tutto simile ogni minuto. Supponiamo ad un certo istante di avere un solo batterio nella bottiglia. Un minuto dopo ne abbiamo 2, due minuti dopo 4, tre minuti dopo 8 e così via. Supponiamo che la bottiglia si ripieni di batteri in un'ora. Dopo quanto tempo pensate che la bottiglia sia per metà piena? Dopo mezz'ora? Errato. La bottiglia è piena per metà dopo 59 minuti. Dal momento che il numero di batteri raddoppia ogni minuto vuol dire che un minuto prima dello scadere dell'ora devono occupare metà della bottiglia. E' la legge della crescita esponenziale. Immaginate di essere un batterio e che il mondo sia la bottiglia. Vi preoccupereste nel momento in cui vedeste ancora metà della bottiglia vuota o credereste che ci sia ancora un sacco di spazio? Supponiamo che un minuto prima che la bottiglia sia completamente piena si aggiungano tre bottiglie identiche alla prima in cui ripartire i batteri. Avrebbero in totale quattro volte lo spazio che avevano complessivamente in partenza. Quanti minuti in più ci vorrebbero per occupare tutto lo spazio disponibile? La risposta è 2. Se avessimo quattro bottiglie invece che una fin dall'inizio ci vorrebbe un ora e 2 minuti per occupare tutto lo spazio disponibile.

Adesso applicate tutto il ragionamento alla popolazione mondiale, allo spazio ed alle risorse. Ci sono molti fattori in più da considerare, tra cui la crescita esponenziale della conoscenza tecnologica, che modifica le modalità di consumo di spazio e risorse, quindi è impossibile fare predizioni esatte, eppure, quanto manca perché metà della bottiglia sia piena?

Fonte dell'esempio:
http://www.worldpopulationbalance.org/pop/bacteria/index.php

Sunday, 24 August 2008

Osservazione di un istante

Ha il viso stupendo, in rivoli meravigliosi di sguardi assorti sfuma l'immagine della sua visione. Stretta la stanza, stretto il dolore, rientra sotto la pelle e non lo sento più intorno a me. Sfioro la superficie e provoco anelli concentrici sul tocco della pelle, per metà incorporeo, per metà feribile. E mi allontano da me, come anima nell'assaggio di una futura morte, altro nome della vita dai quali volgono lo sguardo. E mentre mi osservo uno dei due pensa che molti non assaggiano i sapori quando hanno un nome diverso. Sono l'osservatore e sento i pensieri dell'immagine riflessa, ma l'umiltà cede posto allo sconforto, ricordandomi che sono l'origine di ciò che osservo, e non mi sento più saggio, ma debole e perso. Le sirene non voleranno mai, eppur desideriamo il loro canto. E colui che desidera il cielo potrà mai desiderare il canto di una sirena, che solo la voce al cielo potrà offrire, forse per ingannarlo e morderne famelica il colore intenso e sfuggito al crepuscolo? Più mi sento indifferente alle ferite e meno credo di vivere, più ascolto il dolore di ogni taglio e più credo di essere debole. Scivolo, senza rabbia, scivolo nel tempo, fermo e solido, mi osservo. Osservazione di un istante lungo come un velo che copre il tempo esteso che percepisco in ogni direzione come vicino.


 

L'osservatore silenzioso che dall'alto mi osserva

Ho visto angeli spiccare un salto immenso, alzarsi in volo, dopo aver vissuto tra gli uomini, e ritrovarsi a metà del volo sfiniti. Li ho allora visti volgere lo sguardo alle proprie ali e vedere gli uncini ai quali erano appese mille illusioni lasciate dall'immersione nel sogno apparentemente intangibile di mille pensieri di mille anime diverse. Ho visto diavoli compiacersi della propria condizione e torturare la propria pelle una volta privi di prigionieri. E angeli e diavoli non differiscono, gli uni sono gli altri differentemente giudicati.

Così come la spiga di grano si innalza dritta e fiera verso il sole, resta solida nella terra al tocco del vento ed una volta matura china il capo, comprenderemo di aver raggiunto il cammino della conoscenza quando chineremo con umiltà il capo, la mano sporca di fango, non come servi, ma come chi volge lo sguardo verso la terra e le orecchie verso il mondo. Le illusioni sono il mezzo per raggiungere la conoscenza, ma essa si trova lontana dallo sguardo. Dove ti trovi adesso? Solo tu lo sai.

Io sto roteando nel silenzio dentro un'illusione e giro da giorni tanto che non provo più la vertigine. E sono l'osservatore silenzioso che dall'alto mi osserva, ogni tanto sorride, occhi gentili e lontani.