Il Principio - The Principle

Ognuno di noi possiede la verità, intraprende quindi il proprio cammino infinito per conoscerla. Questa è l'essenza del sentire, la luce dell'esistenza. Questo è il cammino che in ogni passo del sogno ci porta dal possedere la verità ad essere la verità.
Each of us possesses the truth, then undertakes his endless journey to know the truth. This is the essence of feeling, the light of existence. This is the path that in every step of the dream leads us from having the truth to being the truth.

Sunday, 13 May 2007

Gli altri in se

Ognuno insegue il proprio dramma personale, inevitabilmente, finché esistono gli altri in se stesso.

Saturday, 12 May 2007

L'ultima immagine per il mio sonno sicuro

Con le ultime forze verso le lenzuola, salgo le scale per il letto, il tuo odore ancora inebria il giaciglio, un capello testimonia la tua realtà, amante compagna, sorrido, mentre mi avvicino allo sfumare dei sogni, ricordando, come ultima immagine per il mio sonno sicuro, il tuo sorriso espanso mentre eravamo dove sono io.

Thursday, 10 May 2007

Ti vedo scendere

Non mi lasciare qui,
tra queste nuvole,
in questo mare che
diventa polvere,
nessuno cerca te,
tutti ricordano,
ognuno crede di
poterti prendere,
con gentilezza poi
prova a tirarti a se,
chi abbia ragione io
non so decidere,
il vento passa e
sento il respiro, ma
mentre attraversa so
che lui non sente me,
io non ti aspetto mai
vago tra lacrime,
se resto fermo sai,
ti vedo scendere.

Infinite scelte

Tutto è possibile e infinite sono le possibilità, frammentate dall'illusione. Le mie scelte sono infinite, ma non sono tutte quelle possibili, così come le sensazioni della mia verità. Sono quelle che scelgo di poter scegliere.

Wednesday, 9 May 2007

Giorni di rifugio spezzati

Giorni di rifugio spezzati, dopo tanti giorni che restavano sospesi sui binari e adesso vengono chiamati ad infrangersi contro il ferro ed il legno, per rivelare ciò che coprivano senza contatto. Una solitudine profonda che ritorna, assopita, mai scomparsa, la vita legata ai demoni dell'insoluto, dei debiti che non riescono a liberarsi come pensieri e chiamano il loro diritto ad avere una scadenza, le scelte fuggite che mi chiamano a se. Sentendo il bisogno di un rifugio mi sono sentito già oltre il vetro dello specchio quando i filamenti delle emozioni non riuscivano a cercare una destinazione precisa, ma si dirigevano confusamente verso un rifugio sentito sicuro tra le braccia di chiunque potesse esserlo, nei ricordi, nel presente, occhi chiusi verso il domani che sfuma e si sgretola, fade to black, crumble to ruin and dust. Mi piace il rifugio che ho, è intenso. Non vorrei trovarmi a pagare questo, non vorrei già adesso sentire il richiamo di un io imprigionato da altri se in ricerca che straripano dal loro spazio su di me, vorticandomi in onde fluviali, dolore del respiro mancato, asfissia del ricordo, per perdere l'emozione che mi lega al piccolo spazio rimanente che desiderava espandersi ed essere vita reale, moderno pinocchio spirituale, da costruzione a profondo sentire universale, mi sento solo, ti saluto col sorriso, prima di perdermi nell'ultimo sentimento, tentativo boccheggiante di fuggire ancora, di rifiorire per un giorno ancora, trucco di farfalla nascente, ultimo desiderio del condannato al suo stesso binario inevitabile, meravigliosa illusione prima del dolore accecante del fuoco che scioglierà l'immagine per riportarmi all'origine ed all'essenza. O forse dopo di te fuggirò nel degrado, eterno braccato, rifiuto perduto nel buio limpido del suo stesso sentire contaminato da colate di cera surreali, di candele rosse su candele nere, come sangue a proteggere l'oscuro alimento di fiamma, fuggendo lentamente nel fumo denso che svanisce oltre l'illusione, come ultimo colpo di scena messo in atto già dall'apertura del sipario, davanti a spettatori ed attori ignari, da corpo ad aria, senza passare dall'acqua madre, pianto e traguardo del pianto, dopo la nascita e la prima vita come origine della terra dall'antica unione col fuoco. Non salvatemi l'anima, vi prego, preferisco seguire i giorni dipinti segretamente dall'uomo d'ombra, camminando con la mia compagna emozione, finché non consumeremo anche quest'ultimo tempo.

Un viaggio di emozione

Resto qua, solo, a giocare con i frammenti di meravigliose confusioni vive pochi istanti prima, bimbo con la sabbia nei capelli, il sale degli oceani su labbra secche di sole, in lungimirante attesa della pioggia e delle prime forti risa nel tempo del pianto, i primi temporali estivi che mischiano il tepore del vento di tramonto assorbito dalla pioggia al calore delle lacrime sincere e silenziose, alimentando il falso vuoto con i ricordi, mentre pelle nella pelle dello stomaco cinge e stringe consumandosi senza lacerarsi, man mano che attingo dai momenti racchiusi in musica e immagini, perché in quei temporali ricorderò il respiro di un'amante, il silenzio di un mistero, il sorriso di una compagna. Resto qua, solo, a giocare con le note del dolce vagare, il sorriso nelle mani, il cuore che parla di ritmi originali nello stomaco, chiuso in uno spazio che non ti aspetta, ma ti desidera. Sii il petalo bianco vergine che cade all'improvviso dinanzi allo sguardo che segue i passi, portando con se ricordi impalpabili uniti da filamenti invisibili nei quali sono scivolati tutti i colori dell'esperienza nella tua vita, accarezza il mio sentire, senza cadere mai nel mio palmo, accettando l'abbraccio, cercandomi nel silenzio del tuo sognare sfumante, pelle contro pelle, per parlare senza linguaggi pronunciabili, ricordandomi col tuo calore che sei vera ogni volta che mi sveglio da altri sogni in questo. Sii te stessa, mistero, nera e candida, e gioca come i bambini, che sanno di giocare e nel loro gioco non fanno parsimonia di emozione, ma con passione immaginano ed agiscono nella fantasia che ricopre e trasforma ogni forma, evaporando da ogni colore, rendendo immenso ogni gioco di luce ed ombra, importante ogni dettaglio scelto come simbolo. Un viaggio nell'emozione, vicini, prima che arrivino viaggi che riuscendo a carpirci, planando furtivi da cieli di desiderio e scelta, ci vedano sfuggire nelle nostre vite. Vivo, senza bisogno di te, emozionato di essere vicino al tuo essere, senza nome.

Saturday, 5 May 2007

Incancellabile

Non solo la morte è incancellabile. Anche la nascita. Forse per questo provo paura nell'avvicinarmi al dare un nome alla mia emozione, mi avvicino e mi trattengo, mi avvicino e mi fermo un attimo prima dell'orgasmo delle parole, mi avvicino e non mi ritraggo, perché vivo pienamente la mia emozione e non voglio imprigionarla, ma, forse, ho paura di liberarla se il prezzo da pagare è perderla. E sto cercando la via segreta che non mi renda prigioniero di un nome e non mi faccia sentire di aver legato l'emozione a quel nome che se non pronunciato sembra trattenere la libertà dell'emozione stessa. Non potrei cancellare la nascita di quell'attimo. E sì, so che tutto è illusione, ma sono un uomo vero, e tremo, perché pur sapendo che non donerei un nome a qualcosa di eterno, o costante, bensì a qualcosa che non sarebbe meno vero, ma forse ben più vero, nella sua dinamicità, nella sua viva capacità di variare, mostrarsi e nascondersi, avrei comunque paura della sua intensità nella stretta di quelle corde sui polsi che forse non riuscirei a liberare nell'impossibilità di intravedere l'inestricabile nodo. E se il tempo è illusione, e siamo punti che vagano nell'immenso, con l'essenza della vita in noi, con passato, presente e futuro densamente uniti in un unico istante spaziale, se il tempo è solo la risposta al bisogno dei ricordi e delle speranze, se l'infinito è relativo, se l'insieme di tutti i battiti del cuore di una vita infinita è infinito e l'insieme di tutti i battiti pari, che sembrano fatti per due, è anch'esso infinito, ma metà del precedente, se sfilando infiniti piani di pensiero dal cubo della mia ragionevolezza non sfilo nulla, se sono immenso come il mio stesso universo e piccolo come il punto emozionale del mio sentire che si espande in ogni trama di pensiero finemente disegnata, allora imparerò a vivere pienamente questa emozione, scoprendo la sensazione risolutiva che mi permetterà di viverla senza imprigionarla in me, in una paura, o fuori di me, in una parola, poiché questo è il mio sogno nel mio universo e non possiedo nulla, ma sono.

Wednesday, 2 May 2007

Catherine da grande

"Da grande voglio fare la bambina"

Catherine



Conosci te stessa e ci riuscirai. Anche.